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confine fra le terre liguri e quelle etrusche, su un'isoletta
creata dall'antico fiume Auser (ribattezzato Serchio)
al centro di un vasto comprensorio palustre, in una data
imprecisata, nasce Lucca. E' proprio dalla caratteristica
ambientale della zona che la città prende il nome. Il
toponimo Lucca deriva infatti dalla radice celto-ligure
luk, ovvero "luogo di paludi". Il deflusso irregolare
del fiume Auser, infatti, causava molti problemi alla
città, soggetta a continue alluvioni. |
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Grazie
all'intervento idraulico (la deviazione del fiume verso
Riprafatta e il mare) voluto dal Vescovo Frediano, morto
nel 588 d.C. la situazione subì un netto miglioramento,
consentendo, in epoca alto medievale, la bonifica del
comprensorio.
Nonostante sia impossibile stabilire con certezza il suo
anno di fondazione, sappiamo che i reperti archeologici
più antichi venuti alla luce risalgono a un periodo che
varia dal VI al II secolo avanti Cristo e testimoniano
la presenza sia dei liguri che degli etruschi. La notizia
più antica documentata ce la dà lo storico romano Tito
Livio, quando racconta che nel 218 a.C. il console romano
Sempronio Longo, respinto da Annibale si ritrae a Lucca.
Nel 180 avanti Cristo, come riporta sempre Tito Livio
divenne colonia latina, un secolo dopo (89 a.C.) municipium.
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Nel 56 a.C., inoltre, fu scelta da Cesare,
Pompeo e Crasso come sede del convegno per il primo Triumvirato.
Durante tutta l'età imperiale la sua importanza fu minore rispetto
a Luni e alla vicina Pisa, cui originariamente era strettamente
collegata. Solo successivamente, durante l'occupazione dei Goti
e dei Bizzantini (552 d.C.), caduto l'impero Romano d'Occidente
(476 d.C.), Lucca riuscì ad accrescere il suo valore. Tant'è
che in questo periodo è documentata anche la nascita di una
zecca. Dopo l'invasione dei Longobardi (570 d.C.), che liberarono
la città dal dominio dei Bizantini, Lucca divenne centro amministrativo
e giudiziario sottoposto agli ordini impartiti dal dux.
Questo momento sancisce la ripresa politica, religiosa (i Longobardi
convertirono i lucchesi al cristianesimo) ed economica della
città. Soprattutto grazie alla via Francigena-Romea. Oltre a
questo, dei primi anni del nuovo dominio sappiamo poco. È certo
che ai ricchi proprietari si sostituiscono i Longobardi, che
costituiscono una nuova forma di aristocrazia terriera. |
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I piccoli proprietari devono in
qualche modo contribuire all'economia locale donando parte
del loro raccolto, mentre i beni collettivi e quelli del
fisco vengono raccolti sotto la Corona. Infine nella campagna
lucchese, oltre alle proprietà regie e longobarde, si
estende anche un vasto patrimonio fondiario ecclesiastico
che si sviluppa soprattutto sotto la stirpe dei vescovi
Longobardi, a partire dal VIII secolo.
Nel IX secolo Lucca fu conquistata dai Franchi, che crearono
il Marchesato di Toscana facendo di Lucca la residenza
urbana. |
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È in quello stesso periodo che cominciarono
ad affermarsi le autonomie cittadine e a nascere i primi
contrasti con Pisa che assumendo sul mare un ruolo difensivo
e militare sempre più importante rese difficili i rapporti
con le città vicine. In quegli stessi anni, a Lucca come
in altre città italiane, nasce il conflitto fra la chiesa
e l'impero.
La forte opposizione della contessa Matilde al vescovo
Anselmo da Baggio (nipote del papa Alessandro II), fece
sì che la città potesse godere delle simpatie dell'impero,
che favorì l'istituzione delle prime strutture di autogoverno.
Infatti successivamente, stipulato un trattato di pace,
Lucca ottenne da Federico Barbarossa il riconoscimento
dei propri diritti. Fu proprio a causa del nuovo ordinamento
imperiale che Lucca abbandonò la fede ghibellina per aderire
alla lega dei guelfi (meglio conosciuta come "Lega guelfa
di S.Genesio", costituitasi nel novembre del 1197). |
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| Inizialmente la direzione
del Comune restò in mano alle famiglie consolari.
L'espansione del "contado" e lo sviluppo della vita
economica portò di fatto a una modifica della strutture
del potere. Questa situazione, però, non durò a
lungo. Dopo l'acquisto del feudo della Garfagnana
(1248) e dopo la scissione dei guelfi, che governavano
dal 1266, gli statuti emanati nel 1308 definirono
il nuovo assetto istituzionale della città; dove
l'area urbana, il distretto circondariale delle
Sei miglia attorno alla cerchia muraria e il contado
(che a sua volta era scisso in dodici vicariati)
erano ben distinti. |
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Però Lucca, che in quegli anni visse
un momento particolarmente felice per la sua economia
(basata soprattutto sul commercio), perse la sua indipendenza
nel 1314, cadendo sotto il dominio del signore di Pisa,
Uguccione della Faggiola. Approfittò della situazione
Castruccio Castracani della famiglia degli Antelminelli,
che sei anni dopo liberò Lucca e venne eletto, prima capitano
generale e difensore della città, poi, dopo le conquiste,
anche duca di Lucca, Pisa, Pistoia, Luni e Volterra.
Stroncato dalla malaria, Castruccio lasciò indifesa la
"sua" Lucca, che perse di nuovo l'indipendenza venendo
soggiogata dai pisani (1342). Carlo IV di Boemia rese
a Lucca la libertà e ridefinì la sua autonomia amministrativa
Si trattò di una struttura forte, che resistette anche
all'attacco della signoria di Paolo Guinigi, che si concluse
con la restaurazione dell'antico reggimento. Persa la
Garfagnana e terminate le guerre d'Italia, dopo un lungo
periodo di neutralità Lucca stabilì un'alleanza con Carlo
V (1522); nello stesso anno la città fu costretta a subire
la congiura dei Poggi e poi la rivolta degli straccioni
(1531-1532) e a vivere la crisi religiosa (conclusa nel
1556). Fu un periodo nero per i lucchesi. Addirittura,
nel 1549, Francesco Burlamacchi morì nel tentativo di
formare una confederazione regionale per liberare il territorio
dagli insediamenti medicei.
In quegli anni, alle limitazioni dell'esportazione dei
prodotti locali, i mercanti risposero investendo cospicui
capitali nella costruzione di ville e nella valorizzazione
delle terre limitrofe. Con la riforma Martiniana, proposta
dal gonfaloniere Martino Bernardini nel 1556, ai lucchesi
fu riservato l'accesso alle cariche pubbliche, mentre
venne limitato il diritto di cittadinanza a chi era nato
dentro le mura. Poi il cerchio si strinse con la nascita
del "Libro d'oro" (1628), che raccoglieva i nomi delle
famiglie nobili tra cui era necessario scegliere i governanti.
Iniziarono i lavori per la costruzione della cerchia muraria,
a garanzia della libertà assicurata dalla Spagna e dall'Impero.
Poi, con la conquista dei francesi (1799), la repubblica
crollò.
Ma alla fine della seconda repubblica, che resisté fino
al 1805, Lucca, per volere di Napoleone, divenne principato
di Elisa Bonaparte (che sperperò molto denaro pubblico
curando però gli aspetti economici e sociali) e di Felice
Baciocchi. Crollato l'impero Napoleonico, dopo una breve
reggenza austriaca, a seguito del Congresso di Vienna,
la città venne affidata alla duchessa Maria Luisa di Borbone
e poi al figlio Carlo Ludovico, che per governare scelse
di avvalersi dell'esperienza di due valenti statisti come
Ascanio Mansi e Antonio Mazzarosa.
Carlo Ludovico, nel 1847, decise di passare la città in
mano al granducato di Toscana attraverso un trattato di
reversione già sancito dal congresso di Vienna che divenne
anticipatamente esecutivo. |
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