Museo del Castagno, Ponte del Diavolo

A Colognora il castagno è da sempre la fonte principali di sostentamento per le popolazioni della valle. Fin dai tempi più antichi gli abitanti del paese sfruttano il suo legno per scaldarsi, per realizzare mobili e suppellettili e il suo frutto per cibarsi.

Ma anche le sue foglie, utilizzate per l'alimentazione degli animali, non vanno perse. Per questo proprio a Colognora è stato allestito il Museo del Castagno. La sua nascita è stata resa possibile grazie all'intervento di volontari, impegnati nello studio della stoia e dell'economia della Valle di Roggio.
Il loro lavoro ha permesso di recuperare articoli che erano stati esposti nei locali della parrocchia a partire dal 1979. E' stato il ritrovamento di una pergamena (datata 1828) che testimoniava la presenza di una selva di castagni in questa zona a spingere gli ideatori a intitolare il museo alla storia del castagno.

  Colognora, Val di Roggio, museo del castagno

Nel comune di Borgo a Mozzano si trova invece uno dei più suggestivi monumenti della Lucchesia: il ponte della Maddalena, pìù noto come "Ponte del Diavolo".
Il ponte fu costruito per collegare i due argini del Serchio, all'altezza della confluenza della Lima, e poter raggiungere così le terme del Bagno a Corsenna, poi battezzato Bagni di Lucca.

Si dice che il nome di Ponte della Maddalena dervi da un simulacro della Santa, oggi conservato nella chiesa di San Iacopo di Borgo a Mozzano e che allora si trovava sulla sponda sinistra del fiume. Secondo lo scrittore Nicola Tegrini, il ponte fu fatto costruire dalla contessa Matilde di Canossa, mentre Castruccio Castracani, a proprie spese, lo fece ristrutturare. Secondo la leggenda, invece, il ponte fu costruito da S. Giuliano che, non riuscendo a terminare l'arco più alto, chiese aiuto al diavolo, il quale accettò di finire il lavoro in cambio dell'anima del primo passante che l'avesse attraversato.

Borgo a Mozzano, Ponte della Maddalena, piu' conosciuto come Ponte del Diavolo