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Porta San Donato
In posizione arretrata rispetto all'attuale cerchia muraria, all'incrocio
tra via San Paolino e via San Tommaso, sorge Porta San Donato Vecchia,
che prese il nome dalla chiesa altomedioevale demolita circa 80 anni prima
della costruzione della porta, avvenuta nel 1590 ad opera di Paolo da
Cremona e Michelangelo Gabrielli, entrambi direttori dei lavori. Il progetto,
invece, fu curato dall'ingegnere emiliano, Ginese Bresciani. La struttura,
rivestita in laterzi e posizionata in senso obliquo rispetto alla linea
delle mura medioevali, è quasi priva di ornamenti decorativi.
La facciata esterna è invece caratterizzata dagli elementi che servivano per la fortificazione. L'ingresso ha una bordatura in verrucano, mentre l'architrave è sormontato da una struttura a forma di tempietto in cui venivano rappresentate le immagini della città. Sono ancora visibili le tre nicchie: quella centrale, di forma ovale, che anticamente conteneva la statua della Madonna; e quelle laterali, che contengono invece due leoni. L'edificio sorge oggi sul lato occidentale della città, in piazzale Verdi. Che fino agli anni venti era noto come "Prato del Marchese".
Questa zona inizialmente si trovava fuori dalla mura e fu integrata soltanto
attorno alla metà del Seicento. |
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