Porta Santa Maria

(Settore Nord della città, Porta S.Maria)  



La costruzione di porta Santa Maria, che sorge sul lato Nord della cinta muraria (tra il baluardo San Martino e la piattaforma di San Frediano), è stata resa necessaria dalla posizione poco felice della Porta dei Borghi. Aprendosi nel punto di giunzione dei due fianchi, Porta dei Borghi era troppo vulnerabile per proteggere la città. E in considerazione dei numerosi tentativi di fortificarla, tutti falliti, fu deciso di sostituire la porta. Il progetto della nuova porta, realizzata tra il 1549 e il 1592, fu curato da Ginese Bresciani. Mentre la direzione dei lavori furono affidati a Michelangelo Gabrielli.

(Esterno di Porta S.Maria )

Porta Santa Maria, le cui porte laterali sono state aperte solo successivamente, è la più semplice di tutte. Sul fronte interno, sopra il passaggio centrale, si trova un bassorilievo raffigurante San Pietro. Nella nicchia centrale (impreziosita da una cornice di marmo) è visibile la statua marmorea della Madonna con Bambino, scolpita da Giuseppe da Genova nel 1595. Invece, nelle nicchie poste ai lati (contornate da bordature quadrangolari in verracano) si notano due pantere, sempre in marmo bianco, che rappresentano la città e che stringono fra le zampe le armi della Repubblica.

Conclusi i lavori fu sollevato il problema di come utilizzare gli spazi che si aprivano attorno alla porta. Era necessario che nella zona esterna ci fosse un'area sgombera da case e costruzioni. Mentre per quanto riguarda la Porta dei Borghi, l'Offizio decise di acquistare gli edifici adiacenti per abbatterli. Verso la conclusione dei lavori, nel maggio del 1594, l'Offizio propose di collocare sull'esterno della porta due leoni di marmo e una Madonna (collocata nell'agosto del 1595) e, all'interno, una statua di San Piero (l'icarico di dirigere i lavori venne affidato a Balbani). L'idea iniziale, appunto, era di riutilizzare i leoni della Porta dei Borghi. Ma al governo questo non piacque. Allora fu deciso di collocare sulla facciata esterna due pantere, che meglio rappresentavano la forza e la fierezza della città. Nel 1604 fu invece stabilito che i lotti di terreno ricavati dall'ampliamento della cerchia muraria venissero messi in vendita. Dopo la visita a Lucca dell'ingengere Tedeschino (1640), Porta Santa Maria fu sottoposta a un ulteriore intervento per migliorare la fortificazione. Secondo Tedeschino, infatti, il sistema di difesa era troppo vulnerabile perché le guadie, quando calava la saracinesca, venivano tagliate fuori.

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